I bambini iniziano ad imparare durante la gravidanza

In questo TED Annie Murphy Paul racconta cosa la ricerca scientifica ha scoperto negli ultimi 20 anni su ciò che imparano i bambini durante i mesi della gravidanza (sottotitoli in italiano).

http://www.ted.com/playlists/289/the_genius_of_babies

Per una donna  è quindi importante avere cura della gravidanza che la sta preparando a diventare madre con la nascita del proprio bebè.

Amore, dolcezza, delicatezza e cura sono solo alcune delle parole chiave che devono accompagnare una donna durante questi mesi.

 

Partecipare ad un percorso di accompagnamento alla gravidanza e alla nascita che preveda uno spazio caldo e tranquillo dove le donne possono ricevere tutte le informazioni sulla gravidanza, il parto e l’allattamento, che risponda a tutte le loro domande anche le più personali e che proponga un percorso di accoglienza e cura del corpo che cambia e della mente che si trasforma, è quindi il primo importante passo per sostenere il futuro benessere della mamma e del bambino.

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Quello che i genitori non dicono

Esistono ancora oggi molti argomenti intoccabili su quello che accade quando le persone diventano genitori. Questo fenomeno rischia di amplificare l’idealizzazione della famiglia perfetta, la famiglia del “mulino bianco” che però nella realtà NON esiste. Questo accade non perché i genitori sono poco capaci, ma perché sono umani e proprio per questo fallibili e imperfetti. Parafrasando Winnicott  “sarebbe d’aiuto chiarire ai genitori che  amare è una faccenda complicata e non un semplice istinto, anche quando si tratta dei propri bambini ”.

E’ quindi molto utile per i genitori avere un luogo tranquillo in cui potersi scambiare qualche verità e rompere alcuni di questi tabù.

In questo TED Rufus Griscom e Alisa Volkman parlano dei tabù sulla genitorialità partendo dalla loro esperienza personale in modo ironico e divertente, ma non per questo superficiale (sottotitoli in italiano).

 

Nuovo laboratorio ciclo Essere Genitori

Il laboratorio si terrà sabato 28 novembre ore 10,00-12,00  presso l‘Associazione Culturale Eppur si Muove, Play Room e Servizi aperti alle famiglie, Piazza San Giovanni di Dio 4/A, Roma (zona Monte Verde Nuovo.

Ci sarà anche un educatore che proporrà ai bambini letture, giochi e canti.

Verrà offerta ai bambini una merenda a base di frutta e un tea caldo ai genitori. Vi aspettiamo!

Laboratorio ciclo Essere Genitori

Laboratorio ciclo Essere Genitori

Ciclo di incontri Essere Genitori

Prossimo incontro mercoledì 18 novembre ore 16.30-18.30

Vuole stare solo con me! Quando le mamme fanno fatica a riprendersi i propri spazi e come possono i papà aiutare questo necessario processo di separazione

Il laboratorio si tiene presso Associazione Culturale Eppur si Muove – Playroom con servizi aperti alle famiglie essere genitori-2

I terribili 2 (anni) e (quelli che gli adulti chiamano) i capricci dei bambini

Quando parliamo dei capricci dei bambini è importante ricordare che il modo in cui i bambini sono immersi nel mondo e di conseguenza ne parlano, è molto diverso da quello di un adulto. La ricerca scientifica su questo tema è abbastanza recente per cui quanto si può dire oggi su come i bambini comprendo il mondo non è tanto una nuova moda educativa, così come lo sono state quelle che hanno accompagnato le generazioni precedenti, quanto i risultati di migliaia di osservazioni e studi fatti sui bambini e sui loro genitori. Quindi cosa possiamo raccontare di nuovo su cosa succede ad un bambino durante il periodo che viene comunemente chiamato “I terribili due”? I genitori spesso arrivano in consultazione con l’aria esausta e ciò che più spesso dicono è di non riconoscere più il loro dolcissimo bambino, che pare essersi svegliato una mattina affetto da una stranissima forma di tirannia acuta. I genitori si dicono esausti e, prima ancora che io faccia alcune domande per comprendere cosa sta accadendo, dichiarano di aver tentato tutto e che questo tutto ovviamente non ha funzionato.

Quando un genitore verbalizza questo, in realtà alle mie orecchie sta dicendo che si sente molto frustrato, che fa un’enorme fatica a prendersi la sua parte di responsabilità in questa relazione improvvisamente conflittuale e che soprattutto rivuole indietro il suo dolce bambino. Ahimè questa fase, i terribili 2, accade in un momento molto delicato dopo che i genitori sono sopravvissuti alle coliche, ai primi denti, allo svezzamento, ai risvegli notturni e stanno finalmente tirando il fiato.

Quindi non stupisce che non siano tanto disponibili a ricominciare da capo un altro capitolo. Il fatto è che fino a quando i bambini non se ne andranno di casa (si spera intorno ai 20 anni) questi cambiamenti saranno inevitabili ed è quindi necessario, anche se faticoso per i genitori, allenarsi in flessibilità e gestione dell’imprevisto.

Casa accade quindi ai bambini intorno ai 12-24 mesi? Cosa significano dunque i loro No, la loro repentina opposività, le crisi di rabbia e le altre tempeste emotive?

Per prima cosa i bambini intorno ai 12-24 mesi utilizzano una posizione oppositiva per esprimere e affermare il proprio Sè. In altre parole quello che loro vogliono dire quando dicono No è in realtà Io, o meglio Io esisto e quindi voglio poter scegliere. Dico NO così tu genitore mi darai la possibilità di scegliere e in questo modo mi mostrerai rispetto. Ecco perché proporre un paio di alternative ad un bambino invece che un divieto assoluto è decisamente più efficace e funzionale sia alla costruzione dell’identità del bambino della sua coscienza e della sua autonomia, sia di una relazione basata sull’autorevolezza del genitore e non sulla sua autorità. Un tempo i genitori imperavano con la paura ma questa, come il mondo testimonia, non è esattamente una strategia educativa efficace.

Sempre intorno a questi mesi i bambini percepiscono una maggiore autonomia motoria e di coordinamento che li porta quindi a sperimentare il mondo in modi via via più avventurosi. I genitori sono quindi chiamati a intervenire per confinare questa esuberanza, in primis per la sopravvivenza stessa del loro bambino.

Ora credo sia importante per i genitori sapere che a questa età i bambini, anche se hanno cominciato a verbalizzare parole comprensibili e frasi composte (Io qui, Mamma palla, etc), ancora non capiscono la negazione. Ossia non capiscono l’inibizione dell’azione perché non sono ancora in grado di creare dei concetti. Detto ancora meglio non andare per loro significa andare, non toccare per loro significa toccare eccetera. La negazione del movimento è una comprensione ancora troppo sofisticata, per cui prima di ricorrere a soluzioni coercitive, si può sperimentare una variazione del linguaggio come ad esempio stai vicino, questo è pericoloso, scotta, brucia eccetera. E’ comunque un buon esercizio e aiuta gli adulti a recuperare un po’ di vocabolario perduto. Anche lo sguardo che molti genitori interpretano come una sfida da parte dei loro bambini è un grande fraintendimento. Prima dei due anni l’intelligenza dei bambini si basa principalmente su esperienze di movimento e tatto, per cui se il vostro bambino farà o toccherà subito ciò che gli avete appena vietato sarà per verificare di aver capito ciò che gli avete appena chiesto e non certo per “farvi venire i nervi” o mancarvi di rispetto.

Che dire infine degli scatti di rabbia improvvisa, dei momenti di distruttività incontrollata e delle infinite sequenze di questo, questo, dammi, ecco, questo, mio eccetera?

I bambini sono delle spugne e assorbono tutti gli stimoli che gli adulti propongono loro. Non hanno ancora però sviluppato un centro di controllo e selezione e non sanno ancora fermarsi quando sono stanchi. Può quindi essere utile limitare l’esposizione a stimoli alla fine della giornata o aiutare il bambino a concentrarsi su una cosa alla volta. Se per esempio dovete andare al supermercato dopo le 5 del pomeriggio e volete uscirne ancora di buon umore fatevi aiutare dal vostro bambino a mettere le verdure nei sacchetti a scegliere quali biscotti comprare tra una selezione già fatta da voi. I bambini infatti mostrano la confusione emotiva e la stanchezza con il corpo per cui ciò che vedete è esattamente come stanno, e non potrebbe essere più chiaro, ma proprio perché sono piccini non hanno ancora le parole per spiegarvelo.

Un po’ di bibliografia

Jean Berko Gleason, The Development of Language (Allyn & Bacon, 1996).

Kathy Hirsh-Pasek, The Magic and Mystery of Language in the First Three Years of Life (Penguin, 1999)

Selma H. Fraiberg, The Magic Years: Comprendere e gestire i problemi della prima infanzia (Paperback 1996)

T. Berry Brazelton e G. Ferrari , Il bambino da zero a tre anni. Guida allo sviluppo fisico, emotivo e comportamentale del bambino (Rizzoli 2009)

Essere Genitori

Un ciclo di 5 incontri a tema per raccontare, ascoltare e imparare qualcosa di nuovo sui propri figli e sul proprio modo di essere genitori

14/24 ottobre Nanne + tranquille = genitori più contenti

Linee guide per capire insieme come e quando dormono i bambini

4/14 novembre Non parlarmi – oggi mordo!

Arrabbiarsi è un diritto, anche a 2 anni. Cosa può aiutare i genitori a dare i giusti limiti per continuare ad essere autorevoli senza diventare autoritari

18/28 novembre Vuole stare solo con me…

Quando le mamme fanno fatica a riprendersi i propri spazi e come i papà possono agevolare questo necessario processo di separazione

3/12 dicembre Sempre la stessa minestra 😦

Strategie di sopravvivenza all’ora dei pasti. Vediamo insieme cosa può trasformare questo momento in un campo di battaglia

13/23 gennaio Gli angeli non hanno sesso, i bambini sì

Come affrontare con serenità l’eros nei bambini

I laboratori del giovedì hanno orario 16.30-18.30 e quelli del sabato 10-12 

E’ possibile iscriversi a tutto il ciclo o a ogni singolo incontro.

Per informazioni email monica.burato@gmail.com