I terribili 2 (anni) e (quelli che gli adulti chiamano) i capricci dei bambini

Quando parliamo dei capricci dei bambini è importante ricordare che il modo in cui i bambini sono immersi nel mondo e di conseguenza ne parlano, è molto diverso da quello di un adulto. La ricerca scientifica su questo tema è abbastanza recente per cui quanto si può dire oggi su come i bambini comprendo il mondo non è tanto una nuova moda educativa, così come lo sono state quelle che hanno accompagnato le generazioni precedenti, quanto i risultati di migliaia di osservazioni e studi fatti sui bambini e sui loro genitori. Quindi cosa possiamo raccontare di nuovo su cosa succede ad un bambino durante il periodo che viene comunemente chiamato “I terribili due”? I genitori spesso arrivano in consultazione con l’aria esausta e ciò che più spesso dicono è di non riconoscere più il loro dolcissimo bambino, che pare essersi svegliato una mattina affetto da una stranissima forma di tirannia acuta. I genitori si dicono esausti e, prima ancora che io faccia alcune domande per comprendere cosa sta accadendo, dichiarano di aver tentato tutto e che questo tutto ovviamente non ha funzionato.

Quando un genitore verbalizza questo, in realtà alle mie orecchie sta dicendo che si sente molto frustrato, che fa un’enorme fatica a prendersi la sua parte di responsabilità in questa relazione improvvisamente conflittuale e che soprattutto rivuole indietro il suo dolce bambino. Ahimè questa fase, i terribili 2, accade in un momento molto delicato dopo che i genitori sono sopravvissuti alle coliche, ai primi denti, allo svezzamento, ai risvegli notturni e stanno finalmente tirando il fiato.

Quindi non stupisce che non siano tanto disponibili a ricominciare da capo un altro capitolo. Il fatto è che fino a quando i bambini non se ne andranno di casa (si spera intorno ai 20 anni) questi cambiamenti saranno inevitabili ed è quindi necessario, anche se faticoso per i genitori, allenarsi in flessibilità e gestione dell’imprevisto.

Casa accade quindi ai bambini intorno ai 12-24 mesi? Cosa significano dunque i loro No, la loro repentina opposività, le crisi di rabbia e le altre tempeste emotive?

Per prima cosa i bambini intorno ai 12-24 mesi utilizzano una posizione oppositiva per esprimere e affermare il proprio Sè. In altre parole quello che loro vogliono dire quando dicono No è in realtà Io, o meglio Io esisto e quindi voglio poter scegliere. Dico NO così tu genitore mi darai la possibilità di scegliere e in questo modo mi mostrerai rispetto. Ecco perché proporre un paio di alternative ad un bambino invece che un divieto assoluto è decisamente più efficace e funzionale sia alla costruzione dell’identità del bambino della sua coscienza e della sua autonomia, sia di una relazione basata sull’autorevolezza del genitore e non sulla sua autorità. Un tempo i genitori imperavano con la paura ma questa, come il mondo testimonia, non è esattamente una strategia educativa efficace.

Sempre intorno a questi mesi i bambini percepiscono una maggiore autonomia motoria e di coordinamento che li porta quindi a sperimentare il mondo in modi via via più avventurosi. I genitori sono quindi chiamati a intervenire per confinare questa esuberanza, in primis per la sopravvivenza stessa del loro bambino.

Ora credo sia importante per i genitori sapere che a questa età i bambini, anche se hanno cominciato a verbalizzare parole comprensibili e frasi composte (Io qui, Mamma palla, etc), ancora non capiscono la negazione. Ossia non capiscono l’inibizione dell’azione perché non sono ancora in grado di creare dei concetti. Detto ancora meglio non andare per loro significa andare, non toccare per loro significa toccare eccetera. La negazione del movimento è una comprensione ancora troppo sofisticata, per cui prima di ricorrere a soluzioni coercitive, si può sperimentare una variazione del linguaggio come ad esempio stai vicino, questo è pericoloso, scotta, brucia eccetera. E’ comunque un buon esercizio e aiuta gli adulti a recuperare un po’ di vocabolario perduto. Anche lo sguardo che molti genitori interpretano come una sfida da parte dei loro bambini è un grande fraintendimento. Prima dei due anni l’intelligenza dei bambini si basa principalmente su esperienze di movimento e tatto, per cui se il vostro bambino farà o toccherà subito ciò che gli avete appena vietato sarà per verificare di aver capito ciò che gli avete appena chiesto e non certo per “farvi venire i nervi” o mancarvi di rispetto.

Che dire infine degli scatti di rabbia improvvisa, dei momenti di distruttività incontrollata e delle infinite sequenze di questo, questo, dammi, ecco, questo, mio eccetera?

I bambini sono delle spugne e assorbono tutti gli stimoli che gli adulti propongono loro. Non hanno ancora però sviluppato un centro di controllo e selezione e non sanno ancora fermarsi quando sono stanchi. Può quindi essere utile limitare l’esposizione a stimoli alla fine della giornata o aiutare il bambino a concentrarsi su una cosa alla volta. Se per esempio dovete andare al supermercato dopo le 5 del pomeriggio e volete uscirne ancora di buon umore fatevi aiutare dal vostro bambino a mettere le verdure nei sacchetti a scegliere quali biscotti comprare tra una selezione già fatta da voi. I bambini infatti mostrano la confusione emotiva e la stanchezza con il corpo per cui ciò che vedete è esattamente come stanno, e non potrebbe essere più chiaro, ma proprio perché sono piccini non hanno ancora le parole per spiegarvelo.

Un po’ di bibliografia

Jean Berko Gleason, The Development of Language (Allyn & Bacon, 1996).

Kathy Hirsh-Pasek, The Magic and Mystery of Language in the First Three Years of Life (Penguin, 1999)

Selma H. Fraiberg, The Magic Years: Comprendere e gestire i problemi della prima infanzia (Paperback 1996)

T. Berry Brazelton e G. Ferrari , Il bambino da zero a tre anni. Guida allo sviluppo fisico, emotivo e comportamentale del bambino (Rizzoli 2009)

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Un pensiero su “I terribili 2 (anni) e (quelli che gli adulti chiamano) i capricci dei bambini

  1. lo spazio del mercoledì pomeriggio è sempre aperto e potete incontrare Monica Burato pronta a raccogliere curiosità e domande da poter trattare in sede di laboratorio insieme ad altri genitori (anche nonni e tate).
    L’ambiente è a misura di grandi e bambini, troverete giochi e materiali adatti ad ogni età, libri rivolti all’infanzia e alla genitorialità.
    Siamo in piazza San Giovanni di Dio 4/a Monteverde Nuovo
    Mercoledì ore 15.30/18.00

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