Crisi d’ansia istruzioni per l’uso

Spesso in terapia incontro persone preoccupate di non sapere cosa fare o come aiutare una persona che sta avendo una crisi d’ansia o un attacco di panico. Il loro è un forte allarme, anche e soprattutto perché l’ansia è contagiosa e quindi la tendenza nella persona che presta soccorso è quella di fare “troppo” e “troppo velocemente” perché tutto “passi” il più in fretta possibile.

Una crisi d’ansia è un sintomo, così come lo è l’attacco di panico, di qualcosa che non va ma non sta mettendo in pericolo di vita la persona che ne sta facendo esperienza.

Detto questo vi suggerisco alcune semplici indicazioni da utilizzare nel caso vi trovaste a prestare aiuto ad una persona che sta affrontando questo tipo di difficoltà.

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Per sostenere una persona che sta attraversando una crisi d’ansia o un attacco di panico è importante:

  • cercare di rendere l’ambiente intorno a lei il più familiare possibile (chiamare un’amica, allontanare persone poco conosciute)‏
  • aiutarla a ricollegarsi alla realtà (con un contatto visivo, incoraggiandola a descrivere le cose intorno a lei se riesce a parlare)‏
  • aiutarla a ritrovare un giusto ritmo respiratorio attraverso alcuni esercizi di espirazione (trattenere il respiro, farla respirare in un sacchetto di carta, farla sdraiare per terra a pancia in giù)‏
  • Aiutarla a sentire il proprio corpo e l’ambiente intorno a sé (muovere i piedi su e giù, massaggiare i polpacci, stringere le mani)

    Chi aiuta una persona in panico deve ricordare che:

    • ogni episodio d’ansia o di panico ha un inizio e una fine
    • la persona ha bisogno di essere guidata anche nelle cose più scontante perchè è proprio di quelle che ha perso il controllo (come il respiro)
    • la persona sta male, ma non sta morendo.

Finché respiro, spero –  Dum Spiro, spero (Cicerone)

 

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Diventare madre, una storia d’amore.

Quando una donna diventa madre, tutto il suo mondo si trasforma: il suo corpo, le sue relazioni e la sua psiche mutano per fare spazio alla creatura che nascerà. Questo processo avviene per gradi e in momenti diversi , che sono i nove mesi della gravidanza, la nascita del bambino e i primi mesi dopo la nascita, durante i quali vengono apportati gli adattamenti necessari anche alla vita di coppia, all’identità della madre e al tempo e all’investimento riguardo il suo lavoro.

La vera acquisizione della nuova identità materna però non ha luogo in un momento specifico, ma emerge gradualmente all’interno di questo processo trasformativo. È un momento magico, che per alcune donne arriva quando vedono il loro bambino per la prima volta, per altre quando lo mettono sulla loro pancia, per altre ancora invece arriva dopo qualche tempo, magari durante la prima notte o più avanti, quando hanno recuperato un po’ di energia dopo le fatiche del parto e si possono permettere che il momento magico semplicemente accada.

Condizionano i tempi di questo processo molti fattori, tra cui la propria storia personale, il contesto sociale ed emotivo in cui ci si trova durante la gravidanza e l’esperienza stessa del parto. Per tutti questi motivi, la possibilità di condividere questa esperienza così straordinaria con altre donne può essere molto importante e tutelante sia per la salute fisica, che per quella emotiva. Non si tratta semplicemente della riorganizzazione della vita mentale, ma della nascita di un’organizzazione interiore nuova, che riguarda tutta la personalità della donna e che coesisterà accanto a quella precedente. Questa riorganizzazione la accompagnerà tutta la vita, anche se in modi diversi. L’identità materna sarà in primo piano alla nascita del bambino; retrocederà un po’ al rientro al lavoro e, progressivamente, durante la crescita del bambino, tornando in primo piano ad ogni momento di bisogno.

Questo è, naturalmente, un movimento armonico; ma a volte possono accadere eventi che lo rendono difficile e disarmonico, e che possono far sentire le neo-madri inadatte e poco capaci.

arte-klimtCosa può aiutare, quindi, una donna che sta per diventare madre?

  • Il sostegno di altre donne che stanno vivendo o hanno già vissuto questa fase, in quanto la condivisione del tumulto emotivo e di suggerimenti pratici tende a normalizzare l’esperienza vissuta e aiuta ad abbandonare l’immagine di madre perfetta e idealizzata che inibisce l’accesso alle risorse individuali. L’incontro con altre madri aiuta infatti a chiarire le proprie emozioni e i propri bisogni e a poter quindi formulare le giuste richieste all’ambiente familiare intorno a sé.
  • L’incontro con esperti con cui costruire un dialogo, alla scoperta di tutte le informazioni e degli strumenti necessari per attraversare con serenità la grande avventura che è la maternità.

 

Riferimenti bibliografici

Ammaniti Massimo, Pensare per due. Nella mente delle madri, Ed. Laterza

Recalcati Massimo, Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Ed. Feltrinelli

Stern Daniel N.; Bruschweiler Stern Nadia; Freeland Alison, Nascita di una madre, Ed. Mondadori

Pellai Alberto, Tamborini Barbara, I papà vengono da Marte, le mamme da Venere. Il manuale per i genitori a uso terrestre, Ed. De Agostini

Essere Genitori

Un ciclo di 5 incontri a tema per raccontare, ascoltare e imparare qualcosa di nuovo sui propri figli e sul proprio modo di essere genitori

14/24 ottobre Nanne + tranquille = genitori più contenti

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Come affrontare con serenità l’eros nei bambini

I laboratori del giovedì hanno orario 16.30-18.30 e quelli del sabato 10-12 

E’ possibile iscriversi a tutto il ciclo o a ogni singolo incontro.

Per informazioni email monica.burato@gmail.com

Chi sono

Psicologa, Psicoterapeuta ad orientamento Gestaltico.

Lavoro principalmente con adolescenti e adulti individualmente o in gruppo. I miei ambiti principali di intervento sono: accompagnamento alla maternità, sostegno alla genitorialità, attacchi d’ansia e di panico, comportamenti a rischio in adolescenza, problematiche della coppia, disturbi dell’umore, depressione, disordini alimentari.  Conduco inoltre gruppi con studenti, insegnanti e genitori su tematiche quali la crescita, l’intercultura, l’integrazione, la gestione del conflitti, le dinamiche dei gruppi classe, lo sviluppo emotivo e i comportamenti a rischio in adolescenza.